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giovedì 28 dicembre 2017

Soffri di infiammazioni costanti? Allora questo alimento non può mancare sulla tua tavola

Proprietà antinfiammatorie del cioccolato fondente


Il cioccolato fondente contiene una quantità di flavonoidi superiore ad altri cibi, come la frutta, la verdura, il vino rosso ed il tè nero. Questi composti stanno generando grande interesse per le loro proprietà antiossidanti e di prevenzione cardiovascolare. Secondo studi già citati, il consumo di cioccolato fondente riduce significativamente i valori pressori e la sensibilità insulinica nel paziente iperteso e intollerante al glucosio. Altre ricerche in vitro hanno dimostrato inoltre come i flavanoli del cacao possano migliorare la funzionalità endoteliale dei vasi e modulare favorevolmente i livelli di citochine ed eicosanoidi coinvolti nei processi infiammatori. 

In questo studio epidemiologico, condotto su uomini e donne arruolati nel “The Moli-sani Project” è stata valutata l’associazione tra consumo di cioccolato fondente ed i livelli ematici di proteina C reattiva (PCR), un marker dell’infiammazione che secondo molti studi correla in modo indipendente con il rischio cardiovascolare. I livelli della PCR sono stati dosati mediante una tecnica ad alta sensibilità. 

Dei soggetti studiati, 1.317 hanno dichiarato di non aver assunto cioccolato da almeno un anno, mentre 824 soggetti, al contrario, hanno riferito di consumare regolarmente cioccolato fondente. L’assunzione di cioccolato fondente è risultata essere inversamente correlata ai livelli della PCR. Nei non consumatori la concentrazione di PCR nel sangue era pari a 1,32 mg/L, mentre nei consumatori era di 1,10 mg/L. Tale correlazione si mantiene per valori di consumo fino a 20 g al giorno ogni 3 giorni, mentre i livelli di PCR peggiorano per livelli superiori di assunzione. 

L’osservazione che il consumo regolare di moderate quantità di cioccolato fondente possa ridurre l’insorgenza dei fenomeni infiammatori spiegherebbe molti dei benefici attribuiti a tale alimento.

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22-10-2008
di Giuseppe R, Di Castelnuovo A, Centritto F, Zito F, De Curtis A, Costanzo S, Vohnout B, Sieri B, Krogh V, Donati MB, de Gaetano G, Iacoviello L.
J. Nutr. 138: 1939–1945, 2008
fonte: nutrition fondation
 

Prevenzione cancro alla mammella. Uno studio scientifico importante

Indice e carico glicemico della dieta e rischio di tumore alla mammella


La qualità dei carboidrati della dieta può condizionare anche il rischio di alcuni tipi di tumore (come il cancro alla mammella); alcune ricerche hanno infatti evidenziato differenze nella resistenza insulinica e nell’insulinemia in donne affette da questo tipo di tumore rispetto a donne sane.
L’elaborazione dei dati ottenuti nell’ambito dello studio EPIC (European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition), condotto su un campione di 334.849 donne di età compresa tra 34 e 66 anni al momento del reclutamento, ha permesso di raccogliere informazioni sulla composizione quantitativa e qualitativa della dieta, definendone l’indice glicemico e il carico glicemico complessivo, e di correlarlo con l’incidenza di cancro della mammella negli anni successivi.
Al termine di un follow up medio di 11,5 anni, durante il quale sono stati diagnosticati 11.576 casi di carcinoma mammario, non sono state rilevate correlazioni significative tra il rischio di sviluppare questo tipo di tumore e l’indice glicemico, il carico glicemico e i livelli di assunzione di carboidrati totali per il campione totale di donne studiate. Una modesta associazione positiva (con Hazard Ratio, o HR, rispettivamente di 1,36 e 1,41) è emersa, per le sole donne in menopausa, comparando il quintile con il più alto e il più basso carico glicemico ed apporto alimentare di carboidrati digeribili e rischio di cancro negativo per il recettore degli estrogeni (ER-). Un’ulteriore stratificazione della popolazione allo studio in base alla presenza o meno di recettori per il progesterone a livello della massa tumorale, ha permesso di evidenziare una correlazione ancora più forte tra i tumori (ER-)/(PR-) e il carico glicemico e i carboidrati della dieta.
In conclusione l’analisi dei dati dello studio EPIC suggerisce che il carico glicemico della dieta e i livelli di assunzione di carboidrati digeribili si associano positivamente con il rischio di sviluppare il solo carcinoma mammario negativo per i recettori per gli estrogeni e per il progesterone (ma non i tumori della mammella totali). Ulteriori studi sono necessari per comprendere i meccanismi tramite i quali una dieta insulinogenica può incrementare tale rischio.


25-07-2012

Romieu I, Ferrari P, Rinaldi S, Slimani N, Jenab M, Olsen A, Tjonneland A, Overvad K, Boutron-Ruault MC, Lajous M, Kaaks R, Teucher B, Boeing H, Trichopoulou A, Naska A, Vasilopoulo E, Sacerdote C, Tumino R, Masala G, Sieri S, Panico S, Bueno-de-Mesquita
Am J Clin Nutr. 2012 Jul 3. [Epub ahead of print]

fonte: nutrition fondation

Un consumo moderato può avere effetti benefici. Così afferma uno studio scientifico

I polifenoli della birra contribuiscono a migliorare gli indicatori di aterosclerosi in maschi ad alto rischio vascolare

 
L’effetto cardioprotettore del moderato consumo di alcool è noto e dimostrato da tempo. Meno documentate sono le azioni positive attribuibili alla frazione non alcolica delle bevande fermentate, vale a dire i polifenoli contenuti nel vino o nella birra. Questo studio, condotto su un piccolo campione di soggetti, ha valutato le ricadute positive dei polifenoli della birra in un gruppo di uomini ad alto rischio cardiovascolare. Confrontando l’assunzione quotidiana (per 4 settimane) di 660 ml di birra alcolica (pari a 30 g di alcool), di 990 ml di birra analcolica (corrispondenti al medesimo tenore di polifenoli in assenza di alcol) e di 100 ml di gin (equivalenti a 30 g di alcool senza polifenoli) si sono potuti rilevare sia gli effetti già noti del moderato consumo di alcool, sia le azioni attribuibili ai soli polifenoli. Al solo alcool sono infatti risultati associati l’aumento del colesterolo HDL, dell’ApoA-I e dell’ApoA-II e dell’adiponectina, e la riduzione del fibrinogeno e dell’Interleuchina-2. Al consumo di polifenoli sono invece state attribuite le variazioni positive di tutti i marker di infiammazione tipici della malattia aterosclerotica: aumento dell’antagonista recettoriale dell’Interleuchina-1, riduzione di molecole legate alla funzionalità e all’adesione di linfociti e monociti, riduzione del TNF (tumor necrosis factor) e dell’Interleuchina-15. Lo studio dimostrerebbe quindi che i polifenoli svolgono effetti significativi su alcuni fenomeni coinvolti nel processo dell’aterogenesi, sinergizzando quindi con gli effetti favorevoli dell’alcool a dosi moderate sugli stessi processi.


19-09-2014
Chiva-Blanch G, Magraner E, Condines X, Valderas-Martínez P, Roth I, Arranz S, Casas R, Navarro M, Hervas A, Sisó A, Martínez-Huélamo M, Vallverdú-Queralt A, Quifer-Rada P, Lamuela-Raventos RM, Estruch R.
Nutr Metab Cardiovasc Dis. 2014 Aug 2. pii: S0939-4753(14)00251-8. doi: 10.1016/j.numecd.2014.07.008. [Epub ahead of print]
fonte: nutrition fondation

La cannella può controllare i fattori di rischio legati all'obesità

Proprietà antiossidanti degli estratti di cannella


Sono già stati descritti i benefici di una dieta ricca di composti antiossidanti nelle condizioni patologiche associate ad un’aumentata produzione di radicali liberi, come il sovrappeso, l’obesità e l’insulino resistenza. I polifenoli infatti sono in grado di aumentare la sensibilità all’insulina, oltre che di proteggere le membrane cellulari dallo stress ossidativo. 
22 pazienti sovrappeso o obesi (con IMC compreso tra 25 e 45), con alterata glicemia a digiuno hanno assunto ogni giorno capsule contenenti 500 mg di estratto di cannella o placebo, per 12 settimane. Già dopo 6 settimane nel gruppo trattato è stata osservata una riduzione significativa dei livelli plasmatici di malondialdeide (MDA), un indicatore dello stress ossidativo, rispetto al gruppo di controllo. Inoltre nei soggetti supplementati con cannella è stata osservata una correlazione positiva tra MDA e glicemia a digiuno. 
In conclusione lo studio supporta l’ipotesi che l’integrazione della dieta di soggetti sovrappeso o obesi con estratto di cannella possa ridurre i danni associati allo stress ossidativo e migliorare la glicemia a digiuno, controllando quindi due fattori di rischio per il diabete e le malattie cardiovascolari. Tali effetti potrebbero essere attribuiti alle proprietà antiossidanti ed insulino-sensiblizzanti dei polifenoli presenti nella cannella.


05-08-2009
Roussel AM, Hininger I, Benaraba R, Ziegenfuss TN, Anderson RA.
J Am Coll Nutr. 2009 Feb;28(1):16-21.
fonte: nutrition fondation
 

Notizie utili dalla scienza. Recentissimo studio su osteoporosi e magnesio.

Un’alimentazione ad alto contenuto di magnesio si associa al minor rischio di fratture da osteoporosi, soprattutto nelle donne


Il magnesio è un minerale ben rappresentato in gran parte dei cibi cardine della corretta alimentazione e della dieta mediterranea: verdure verdi, frutta secca a guscio, cereali, latte e latticini. La dieta mediterranea, d’altra parte, è stata riconosciuta come uno dei presidi in grado di salvaguardare anche la solidità strutturale dello scheletro; ecco perché questa ricerca focalizza l’attenzione sul ruolo che il magnesio riveste nel sostenere questo effetto positivo. Il 60% del magnesio presente nell’organismo è immagazzinato nelle ossa, anche se il suo ruolo nel modulare il metabolismo di questo tessuto è ancora poco chiaro. È invece ben nota l’associazione tra bassi livelli di magnesio e aumento del rischio di malattie cardiovascolari e metaboliche, diabete incluso; senza dimenticare che il magnesio è indispensabile per oltre 300 reazioni biochimiche fondamentali.
I dati attuali scaturiscono dagli otto anni di osservazione dello Osteoarthritis Initiative, studio prospettico che ha coinvolto 1577 uomini e 2071 donne, con un’età media di 60 anni all’avvio, che sono stati suddivisi in cinque categorie con crescenti livelli di assunzione di magnesio, da 144 mg/die a 454 mg/die in media. Nel corso degli anni si è visto che, tra gli uomini e le donne nel quintile più alto di apporto del minerale, il tasso di fratture era stato decisamente inferiore rispetto a quanto registrato tra i consumatori di bassi livelli di magnesio: - 53% negli uomini e -63% nelle donne.
Un’analisi più approfondita dei dati ha però permesso di precisare che la protezione dalle fratture risultava significativa soltanto nelle donne che assumevano una quantità di magnesio pari almeno alla quota giornaliera raccomandata o RDA (in Italia, i livelli di assunzione di riferimento per il magnesio, secondo i LARN 2014, sono pari a 240 mg/die a partire dagli 11 anni sia per gli uomini che per le donne).
I meccanismi secondo cui il magnesio potrebbe svolgere un ruolo protettivo sull’osso sono molteplici: dalla regolazione degli ormoni che modulano l’omeostasi calcica (calcitriolo e ormone paratiroideo), al rallentamento della trasformazione del calcio fosfato in idrossiapatite, contribuendo così alla solidità del tessuto osseo. Inoltre il magnesio ha un effetto antinfiammatorio, favorevole anche alla salute delle ossa, e sostiene la forza muscolare, riducendo così il rischio di cadute e fratture.

21-07-2017
Veronese N, Stubbs B, Solmi M, Noale M, Vaona A, Demurtas J, Maggi S. 
Br J Nutr. 2017 Jun 20:1-7. doi: 10.1017/S0007114517001350. [Epub ahead of print]
fonte: nutrition fondation


mercoledì 13 dicembre 2017

Fiori di Bach. Un mix efficace per ansia e momenti difficili della vita


Sempre più persone scoprono che i Fiori di Bach possono essere un valido aiuto per superare un momento difficile, per liberarsi da abitudini inutili o dannose, per trovare la propria strada. Ciascun rimedio della floriterapia di Bach è, infatti, accompagnato da una favola che mette in luce, sul piano degli stati d’animo, il contenuto ultimo, l’azione benefica, la parola chiave del rimedio.

Calarsi nella favola per “sperimentare” un nuovo modo di essere, l’essenza dei fiori farà il resto.




Ma cosa sono i fiori di Bach? E come funzionano?

La floriterapia di Bach ci fornisce tutti gli aiuti necessari per migliorare i nostri stati d'animo. Grazie ai suoi studi, il Dottor Bach, ha permesso all'umanità di conoscere la potenza di 38 fiori, ognuno dei quali rispecchia caratteristiche diverse a seconda dello stato d'animo che viviamo.
Il suo metodo di cura, quindi, si focalizza sull'utilizzo di elisir floreali impiegati a ristabilire l'armonia vibrazionale di un organismo alterato. La filosofia che sta alla base di questo metodo è quella di lavorare con la natura e non contro di essa; per vivere meglio e riequilibrare le nostre emozioni.

Se ti serve un aiuto scrivimi una mail a:
Come si fa a capire quali dei 38 fiori possono essere utili a una persona in un dato momento della sua vita?



La mia esperienza.

Ho lavorato tantissimi anni in questo settore ma solo quando ho provato personalmente la loro forza ho potuto percepire e capire come funzionano. Ho fatto tantissimi corsi teorici, alcuni anche inutili e mnemonici, ma ce ne è stato uno in particolare che mi ha illuminato; ed è lì che si è aperta la chiave di consapevolezza. Sì...Dopo tanti percorsi, ho finalmente trovato quello giusto, quello che mi ha aperto le porte del lavoro, ma soprattutto quelle interiori, perchè solo quando ti comprendi ed hai una piena consapevolezza di te stesso, sei in grado di aiutare pienamente gli altri.
Ho assunto tutti  i fiori di Bach e ho provato su me stessa la loro azione, la loro potenza. Chiaramente, con un metodo ben preciso e studiato. Questo percorso, durato ben un anno e mezzo, è stato una scoperta, una rinascita. Ho potuto scavare nella mia anima e percepire con piena energia tutto il mio corpo. Il lavoro interiore che si fa con i fiori di Bach ti dona la consapevozza di ciò che sei nel momento presente, ti scava nel profondo, ed è grazie a questo che ti rende cosciente della unicità dell'essere. Intendiamoci, studiare e comprendere i fiori non è come studiare un libro di anatomia, ed è proprio per questo motivo che il professionista che intraprende questo percorso di aiuto deve aver prima percepito e maturato su se stesso ciò che si prova. Sento spesso che, tanta gente, pensa di poter scegliere in autonomia il rimedio necessario. Beh...niente di più sbagliato! Ho provato anche io in passato questa formula e devo dire che i risultati non sono stati molto soddisfacenti.  Così, come tanti, anche io pensai che non funzionassero. In realtà, attraverso un metodo ben preciso e con una attenta analisi delle esigenze emotive e fisiche della persona, i fiori di Bach funzionano alla grande. Ridonano energia fisica e mentale. Certo, non stiamo parlando di una pillola chimica e magica ma di un percorso lungo e insidioso ma che porta alla luce.


Se ti serve un aiuto scrivimi una mail a:
Quando è necessario richiedere un aiuto?
In caso di :

stress emotivo, 
ansia, 
shock o emergenza causata da avvenimenti esterni,
emozioni bloccate,
cali di energia fisica e mentale,
momenti difficili e particolari della vita. 

Esempi pratici legati alla vita quotidiana:
prima o dopo piccoli interventi, 
operazioni chirurgiche o chemioterapia, 
prelievi, esami o medicazioni dolorose, 
prima o dopo il parto, 
una seduta dal dentista, 
un viaggio aereo che crea panico, 
un colloquio di lavoro o un esame,
in attesa del medico in caso di traumi o sintomi fisici, 
crisi allergiche, traumi, 
controllo del dolore acuto, 
crisi di astinenza, 
disturbi neurovegetativi in persone timorose o fobiche, 
pruriti della pelle, disturbi articolari e muscolari, 
disturbi circolatori, aritmie, disturbi respiratori.


Sono disponibile per un colloquio gratuito, conoscitivo e pratico per capire in modo concreto e reale la necessità di assumere i fiori di Bach e di scoprire insieme quali siano i punti chiave su cui lavorare.

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mercoledì 6 dicembre 2017

Per genitori o educatori che vogliono aiutare i bambini in modo naturale

Fiori di Bach per i bambini. Clicca qui


Sempre più persone scoprono che i Fiori di Bach possono essere un valido aiuto per superare un momento difficile, per liberarsi da abitudini inutili o dannose, per trovare la propria strada.
Un bambino scontroso che ha difficoltà a fare amicizia a scuola; uno timido ed emotivo che non ha fiducia in se stesso e ha paura di non farcela; uno stanco e «stressato» dagli impegni scolastici ed extrascolastici; un bimbo che si sveglia spesso di notte per un incubo...
In questi e in altri casi viene in aiuto Fiori di Bach per i bambini per consigliare non solo una nuova terapia dei disturbi più comuni nell’infanzia e nell’adolescenza, ma anche per favorire un nuovo approccio di tipo psicologico a quelle condizioni di emotività, di tensione, di incomunicabilità che connotano spesso le fasi della crescita.
Il testo si rivolge ai genitori o agli educatori, ma contiene ampie parti che parlano ai bambini: ciascun rimedio della floriterapia di Bach è, infatti, accompagnato da una favola che mette in luce, sul piano degli stati d’animo, il contenuto ultimo, l’azione benefica, la parola chiave del rimedio.
Calarsi nella favola per “sperimentare” un nuovo modo di essere, l’essenza dei fiori farà il resto.

Fiori di Bach per i bambini. Clicca qui



Come si fa a capire quali dei 38 fiori possono essere utili a una persona in un dato momento della sua vita?

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