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lunedì 9 ottobre 2017

Aloe vera, per cosa usare il gel?

La pianta dell'Aloe vera era già nota sin dai tempi più antichi e veniva utilizzata sfruttando tutte le sue potenzialità nella cura di tantissime problematiche. Per la sua capacità di agire adeguatamente in risposta a ogni problema specifico di chi ne fa uso, si definisce "adattogena".
Il suo campo d'impiego è veramente vasto; infatti la sua azione è utile per:
  • depurare
  • disintossicare
  • rinforzare il sistema immunitario
  • digerire e regolare la funzione intestinale
  • come antinfiammatorio
  • antiallergico
  • antibatterico
  • svolge un'ottima azione rimineralizzante.



Grazie alla sua composizione biochimica l’Aloe Vera è indicata come trattamento per innumerevoli malanni e per i più svariati disturbi, tanto da essere considerata come una piccola farmacia casalinga:
  • guarisce tagli e ustioni;
  • rende più morbida la pelle e la protegge da punture di zanzara e scottature;
  • aiuta nella cura dell’acne e degli eczemi;
  • è altrettanto efficace contro i disturbi digestivi e intestinali, i dolori mestruali e perfino le artriti.
Si tratta di una pianta di primo soccorso.

Ma per cosa usarla in gel?

Sotto forma di gel e abbinata alla Consolida maggiore è perfetta per problemi più in profondità. Infatti, può essere utilizzata per fratture e traumi sportivi.

Non solo...è utile anche per acne dermatiti, herpes, orticaria, irritazioni da pannolino, bruciature dovute alla radioterapia, fuoco di Sant'Antonio.

Insomma, una vera panacea!


Prenditi cura della tua vista in modo naturale

Per migliorare la vista occorre ampliare la propria visione, cioè non fermarsi alle apparenze, alla "meccanica" del vedere, e andare oltre, con la consapevolezza che ciò che vedi non è che la manifestazione ultima di una serie di processi che accadono nell'invisibile.

Quale collegamento c’è tra la vista e il corpo? Esiste una relazione tra il nostro modo di vedere e i nostri aspetti energetici? Le esperienze passate e la personalità possono influenzare il modo in cui vediamo?



Per “corpo sottile” intendo ogni struttura energetica che va oltre la struttura fisica e che costituisce quella che viene definita “aura”. Da un punto di vista antroposofico vengono considerati 7 corpi sottili, ma qui per semplicità parleremo di dimensione: fisica, emozionale, mentale, energetica e spirituale.
Tutto l’insieme dei corpi sottili viene anche detto “corpo di luce”. In linea di massima possiamo dire che a partire dal corpo fisico ogni dimensione è caratterizzata da una frequenza sempre più elevata quindi se vogliamo considerare il corpo relativo sarà un corpo sempre più sottile.
La Natura ha previsto che in ogni istante della nostra vita vi siano manifestazioni sul piano fisico e contemporaneamente nella dimensione emozionale, mentale, energetica e spirituale: tutto ciò che accade sui piani più sottili costituisce e determina la manifestazione fisica. Allo stesso modo ciò che accade sul piano fisico è collegato a fenomeni che interessano tutti gli altri piani.
Torniamo alla vista: il mio modo di vedere è collegato alla dimensione fisica, ai miei pensieri, alle mie emozioni, alla mia energia vitale, alle mie caratteristiche spirituali o animiche. Potrei dire che ciò che risulta dall’esame optometrico, cioè quella che siamo abituati a chiamare “prescrizione”, sulla cui base verranno costruiti gli occhiali, rappresenta un codice che ci dice molto di quell’individuo, parla delle sue tematiche profonde, delle sue emozioni, dei suoi pensieri, ci consente di “vedere il mondo con i suoi occhi”.
Questo vedere oltre il piano fisico ci permette di accompagnare quella persona, considerandola nella sua unicità e meravigliosa complessità, a scegliere consapevolmente la soluzione perfetta per lei in quel momento.

I nostri occhi sono i recettori della luce, ci sono stati dati perché potessimo vedere e lo sanno fare benissimo, così come il cuore sa fare benissimo il suo lavoro, altrettanto lo stomaco e tutti gli altri organi. Se gli occhi, e in generale il sistema visivo, manifestano una disfunzione possiamo chiederci che cosa e accaduto che possa aver determinato la disorganizzazione di un sistema cosi meravigliosamente organizzato. A questa domanda, molti probabilmente oggi risponderebbero che causa del dissesto è lo STRESS.
Hans Selye, nel 1974, ha definito lo stress come «la risposta non specifica del corpo a qualsiasi richiesta gli venga posta» (Elliot Forrest, Visione e Stress). Questo vuol dire che il nostro corpo vive per una serie di fattori organizzati in perfetto equilibrio, cioè capaci di mantenere lo stesso stato e di continuare nello stesso modo (omeostasi). La vita ci fa continue richieste che ci spostano dalla condizione di equilibrio e inducono cambiamenti ai quali dobbiamo rispondere per ripristinarla. Secondo Selye lo stress è il risultato dell’interazione dell’individuo con la vita e libertà dallo stress significa morte.
Per ripristinare la condizione di equilibrio la risposta allo stress è un adattamento, che quando è di lieve entità potrebbe passare inosservato (fase asintomatica). Se lo stress è di grande entità e prolungato nel tempo produce una manifestazione fisica che siamo abituati a considerare come disfunzione e malattia (fasi sintomatica e strutturale).
Le nostre capacità di adattamento sono continuamente messe alla prova. La vita infatti ci chiede di respirare aria inquinata, nutrirci con alimenti non adatti o tossici, vivere in luce artificiale per troppe ore, dormire troppo poco, assumere farmaci con effetti tossici, bere poco e acqua impura o addizionata. In questo caso potremmo dire che si accumulano nel corpo tossine esogene, cioè che arrivano da fuori.
Le tossine endogene invece provengono da dentro: energia bloccata, emozioni pesanti, pensieri negativi, il capufficio che ci fa sentire incapaci tutti i condizionamenti e i traumi del passato che sono rappresentati, nella chimica del corpo, dalle tossine dello stress.
Se costringo i miei occhi a un’applicazione prolungata sul vicino e ciò che vedo non mi piace, come accade a certi studenti, e tra l’altro vengo giudicato nella mia performance, o decido di fuggire (e quindi rifiuto quel tipo di attività) o mi adatto. Questo adattamento sarà chiamato miopia . Quando inizierò ad avere i primi sintomi i miei genitori preoccupati mi porteranno dall’oculista che mi esaminerà e, dalla sua posizione di figura di riferimento, dirà che ho qualcosa che non va. Affermerà anche che questo “difetto” non potrà che aumentare nel periodo della crescita. Mi prescriverà gli occhiali e dirà che dovrò portarli sempre mentre già mi vedrò deriso dai compagni e ricorderò quando la mamma mi diceva: «Speriamo tu non debba portare mai gli occhiali!». È o non è questa una spirale negativa che aggiunge stress allo stress?
La soluzione? Semplice ma non facile: diminuire lo stress.



La pianta che calma il cuore e la mente iperattiva

La Melissa officinalis è stata chiamata in questo modo perché il suo profumo dolce, fresco e agrumato attirava le api (“melissa” in greco significa “ape”). 

La Melissa possiede un’ampia gamma di proprietà e utilizzi terapeutici. Si usa per insaporire tisane e gelati, oltre che alcuni piatti di pesce. Grazie ai suoi effetti positivi sull’umore, la Melissa viene da sempre usata per calmare la tensione e il sistema nervoso. Diffonderla la sera concilia un sonno ristoratore e favorisce l’equilibrio emozionale e mentale. La Melissa rinforza il sistema immunitario e risulta particolarmente utile nella stagione invernale. Può anche calmare i malesseri di stomaco e contrastare la nausea e l’indigestione.
 



Quindi:


• Rinforza il sistema immunitario 
• Calma la tensione ed il sistema nervoso 
• Aiuta nelle problematiche dello stomaco
 
 
Quando bere la tisana?
 
Per problemi legati all'ansia, alla cefalea di tipo tensivo, all'insonnia e alle palpitazioni è consigliabile bere la tisana dalle 2 alle 3 volte al giorno.
 
Per altre indicazioni legate a casi specifici consultare il medico o il terapeuta di fiducia.
 
 
 

sabato 7 ottobre 2017

Foglie di olivo: tutte le proprietà

Le foglie di olivo sono utilizzate da millenni sotto forma di infuso in tutta l’area del Mediterraneo per le loro importanti proprietà salutistiche, dimostrate da secoli di uso empirico e da approfonditi studi scientifici in tempi più recenti. Questo infuso di olivo è un vero e proprio tesoro della fitoterapia tradizionale, efficace, naturale e totalmente atossico. Utile contro ipertensione, elevati livelli di colesterolo, infiammazioni, intolleranza al glucosio.


Azione ipotensiva:
L’azione ipotensiva è di tipo essenzialmente periferico e consiste in una spiccata azione vasodilatante dovuta al rilassamento della muscolatura liscia dei vasi arteriosi, per un'azione diretta sulle cellule muscolari lisce della parete vasale. Questa vasodilatazione è legata, almeno in parte, ad un'azione di tipo calcio-antagonista dovuta essenzialmente all'Oleuropeina. L'Olivo è capace di ridurre la cupremia e, poichè gli enzimi deputati alla sintesi delle catecolamine necessitano di rame per funzionare correttamente, il risultato consiste in una riduzione della produzione endogena di catecolamine. L'Olivo interferisce anche con l'attività dell'enzima di conversione dell'angiotensina (ACE) riducendone l'attività, in particolare a livello renale, e questo meccanismo contribuisce a spiegare la sua azione ipotensiva.

Azione ipocolesterolemizzante:
Le foglie di Olivo riducono i valori di colesterolo e di lipidi, riequilibrando i fosfolipidi e diminuendo la viscosità ematica. Questa azione sembra dovuta alla presenza di acidi grassi poliinsaturi (acido a-linolenico), che riducono il colesterolo LDL ed aumentano la frazione HDL. È stato inoltre dimostrato che l’Idrossitirosolo stimola la biogenesi e la funzione mitocondriale nelle cellule adipose, e quindi previene l’obesità legata a disfunzioni mitocondriali.

Azione antinfiammatoria:
Uno studio recente ha dimostrato che l’Idrossitirosolo svolge un’azione antinfiammatoria attraverso un meccanismo di soppressione di COX-2.

Azione energizzante:
L’infuso di foglie d’Olivo dona un senso di benessere generale, energia e resistenza alla fatica ed è utile in caso di stanchezza, astenia e sonnolenza. Viene utilizzato con successo anche in caso di sindrome da fatica cronica.

Avvertenze: le preparazioni di foglie di olivo non presentano tossicità o controindicazioni per impieghi a breve e lungo termine e negli studi clinici non sono stati registrati effetti collaterali. I primi 4-7 giorni di trattamento si potrebbe avere la reazione di Herxheimer, con la comparsa di dolori muscolari ed alle articolazioni, sudorazione, leggero prurito. Ciò è dovuto al fatto che l’infuso uccide rapidamente un grande numero di germi, le membrane assorbono le tossine dei microrganismi morti, generando dei lievi disturbi che stanno ad indicare la corretta funzionalità del prodotto. Alcuni di questi sintomi sono dovuti alla formazione di immunocomplessi che possono determinare rilascio di istamina, infiammazione e dolore.