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mercoledì 30 agosto 2017

Sigarette alle erbe e consigli per smettere di fumare



Nirdosh in sanscrito vuol dire innocente. Il concetto filantropico alla base del Nirdosh è di rafforzare la volontà dei fumatori, eliminare la minaccia del cancro ed aiutare ad avere una qualità di vita migliore. Il sapore delle Nirdosh è corposo, pieno e fortemente aromatico e la sua miscela d'erbe riesce a dare un appagamento reale anche ai fumatori più incalliti.

 

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Prodotto privo di nicotina e tabacco. La nicotina, componente caratterizzante del tabacco, è la causa dell'assuefazione al fumo e della difficoltà a smettere: è stato accertato il meccanismo di azione e la capacità di dare assuefazione della nicotina, essa infatti si lega a recettori specifici nel cervello, i quali rapidamente si abituano alla stimolazione data dall'alcaloide, e che in assenza della nicotina provocano i sintomi dell'astinenza. Mancando la nicotina viene a mancare l'elemento assuefazione, Nirdosh soddisfa però molti, se non tutti, gli elementi psicologici della sigaretta.
Dhoompan. Letteralmente "fumo curativo". Trent'anni fa alcuni medici ayurvedici chiesero ad un produttore di beedies (sigarette indiane) di sviluppare un prodotto utile a disintossicarsi dal tabacco e dalla nicotina. Seguendo gli antichi testi ayurvedici riguardo il fumo curativo Dhoompan nacquero le Nirdosh.
I componenti più importanti per il sapore e l'odore del fumo sono quelli aromatici degli oli essenziali, che si liberano sia per la distillazione in corrente di vapore (il vapore viene generato nella combustione e trascina con sè le sostanze aromatiche, con lo stesso meccanismo dei fumenti ad ogni boccata) e parzialmente per distillazione secca (si liberano cioè solo per effetto del calore della combustione, la temperatura della brace può raggiungere valori da 600° a 800° C).
Nirdosh fortifica il sistema immunitario dell'organismo, ha effetti positivi su tutti gli apparati dell'organismo e specialmente su quello gastrointestinale e respiratorio, grazie alla sua miscela di erbe che aumenta il fuoco gastrico. Contribuisce a risolvere problemi di digestione, gonfiore e costipazione ed aiuta ad alleviare i sintomi di: sinusiti con mal di testa, raffreddori cronici, problemi di voce, bronchiti asmatiche, vari disturbi respiratori. Grazie alla miscela d'erbe e spezie le Nirdosh bruciano il muco in eccesso favorendo un'eliminazione di tossine causate dall'eccessiva assunzione di tabacco e nicotina.
Assenza di carta. La miscela d'erbe Nirdosh è avvolta nella foglia di Tendu, una pianta asimilabile alle foglie di eucalipto. E' una pianta che anche in combustione rilascia oli essenziali che svolgono un'azione sfiammante del cavo orale. L'assenza di carta lavorata fa sì che nella combustione si formino meno composti aldeidici e polinucleari. La carta usata per la fabbricazione di sigarette, una volta in combustione, rilascia almeno otto agenti chimici dannosi alla salute e ciò vale sia per le sigarette con tabacco sia per altre marche di sigarette senza tabacco.
Assenza di benzopirene. E' la sostanza a base di idrocarburi che permette alla sigaretta di bruciare completamente anche senza aspirare.

Ingredienti: Basilico (Ocimum basilicum), Curcuma (Curcuma Longa), Liquirizia (Glycyrrhiza glabra), Cannella (Cinnamomum zeylanicum), Chiodi di garofano (Eugenia cariophyllata), Trachispermum ammi (Carum copticum), Commiphora Mukul (Gangal, Guggul), Diospyros embryopteris (Tendul).




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METODO NIRDOSH

Il metodo è facile da seguire e si propone di dissuadere dal fumo di sigaretta introducendo alcune Nirdosh e diminuendo quelle con tabacco e nicotina.


  1. Fumare le sigarette Nirdosh al mattino, o almeno fare in modo che la prima sigaretta del mattino sia una Nirdosh
  2. Evitare luoghi e situazioni che vi tentino a fumare
  3. Bere molta acqua o tisane depurative
  4. Associare un'alimentazione sana e se possibile evitare alcool e caffè
  5. Camminare molto e/o iniziare una pratica sportiva
  6. Informare amici e parenti della vostra decisione di smettere di fumare
  7. Ogni tre giorni eseguire un areosol inserendo 3 gocce di Olio essenziale di Palo Santo

Nirdosh è un DISPOSITIVO MEDICO destinato ad aiutare le persone durante la dissuefazione dal tabacco.
La confezione contiene 10 sigarette.




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sabato 5 agosto 2017

La radice naturale che rallenta l'invecchiamento cerebrale

Conosciuto in oriente da oltre 4.000 anni come "imperatore dei rimedi", il ginseng ha dimostrato anche ai ricercatori occidentali le sue eccezionali proprietà.
Gli estratti dalla sua radice aumentano la resistenza fisica e la capacità di recupero, migliorano la circolazione, potenziano la memoria, riducono stress e ansia.


Le caratteristiche e le proprietà del ginseng sono già definite nel nome della specie più pregiata, quella coreana, chiamata Panax ginseng. Una denominazione composta da due parole, una di origine greca e l'altra cinese, che si potrebbe tradurre, un po' semplicisticamente in questo modo: la radice a forma d'uomo (ginseng) che cura tutto (panax).
Uno degli aspetti curiosi e misteriosi della radice sta infatti nell'aspetto umano che può assumere e che è stato ritenuto un simbolo dei poteri quasi divini che possiede. Proprietà che le permettono di curare i più svariati disturbi.
Il ginseng è ritenuto da millenni in Oriente uno dei rimedi più importanti a disposizione dell'uomo. Dona energia, combatte la stanchezza, rinvigorisce tutto l'organismo e lo aiuta a sconfiggere le malattie.


Il popolo cinese ha un profondo rispetto reverenziale verso questa pianta e in particolare la radice, la parte che più di tutte contiene le sue virtù salutari. La radice è considerata sacra, anche perché davvero preziosa, vista la sua rarità.
Secoli fa intere bande di "cercatori" si aggiravano nelle foreste delle zone montagnose al confine tra la Cina e la Corea a caccia di queste piantine che valevano oro. Gli imperatori cinesi volevano tenerle per sé, tanto che avevano creato una vera e propria "milizia" di uomini incaricati di cercare le radici del ginseng e di proteggerle dai "predoni", pronti a uccidere per impadronirsene.
La storia del ginseng è ricca di episodi curiosi e di fatti particolari. Intense coltivazioni di ginseng si trovano in Cina, Corea, Canada e Stati Uniti, per far fronte a un mercato in espansione. Il ginseng infatti è apprezzato dai consumatori orientali ma anche da molti occidentali, alla ricerca di efficaci rimedi naturali.
Anche l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha riconosciuto i poteri curativi del ginseng, in particolare della specie Panax ginseng. Lo ha fatto in seguito alle centinaia di ricerche che hanno accertato le proprietà dei principi attivi presenti nella radice. Gli studiosi hanno stabilito in primo luogo che il ginseng è un rimedio "adattogeno", cioè in grado di dare energia all'organismo fiaccato dallo stress prolungato o da sforzi intensi. Inoltre potenzia il sistema immunitario e aiuta a prevenire infezioni e malattie.
Ulteriori ricerche hanno accertato che molte delle proprietà della radice sono dovute a sostanze tipiche della pianta, che sono state chiamate ginsenosidi. Grazie anche ad esse il ginseng "adatta" le sue capacità e i suoi effetti alle esigenze dell'organismo in ogni diversa situazione.
Ma oltre ai ginsenosidi nella radice sono presenti decine di altre sostanze che hanno effetti benefici sul corpo. Le ultime ricerche hanno evidenziato l'importanza dei polifenoli presenti nel ginseng; si tratta di sostanze vegetali che prevengono l'ossidazione delle cellule, contrastano l'invecchiamento e i danni provocati dai radicali liberi. Nel ginseng inoltre si trovano anche oli essenziali, minerali e vitamine. Un potentissimo cocktail benefico, in grado di svolgere molte funzioni utili alla nostra salute.
Gli studiosi moderni stanno così constatando che la medicina cinese aveva ragione nell'attribuire al ginseng la capacità di ridare energia a tutto il corpo e di ristabilire la salute dei vari organi.
Sono tante le proprietà del ginseng accertate dalla scienza:
  • combatte la fatica e la stanchezza,
  • aumenta le energie fisiche e mentali,
  • potenzia le capacità intellettuali e la memoria,
  • protegge il cuore e il sistema circolatorio,
  • riduce la presenza di zuccheri e di grassi nel sangue contrastando aterosclerosi e diabete,
  • previene raffreddori, influenza e malattie virali in genere,
  • combatte gli effetti dell'invecchiamento proteggendo la pelle e le capacità cerebrali,
  • allevia i disturbi dovuti alla menopausa,
  • aiuta a mantenere tonica ed elastica la pelle.
  • Inoltre secondo alcuni studi il ginseng potenzia le capacità immunitarie contro le cellule cancerose e riduce i disturbi dovuti a chemioterapia e radioterapia.

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Lo snack spazzino del colesterolo

Le mandorle, assunte come snack, migliorano l’azione “spazzina” delle HDL in uomini e donne normopeso con elevati livelli del colesterolo LDL

Includere le mandorle, non pelate e nemmeno salate, in una dieta finalizzata al controllo della colesterolemia migliora la rimozione del colesterolo da parte delle HDL (il cosiddetto “trasporto inverso”), ma soltanto nelle persone normopeso e non nei soggetti sovrappeso o obesi.
Questa ricerca, la prima a dimostrare l’effetto positivo diretto delle mandorle sull’efficienza delle HDL, si è focalizzata su due gruppi di uomini e donne (in parte normopeso, in parte sovrappeso o obesi) con colesterolemia LDL elevata, che seguivano una dieta a basso tenore lipidico.
Il confronto è stato fatto assegnando a ciascun gruppo un tipo di fuoripasto quotidiano: 43 g di mandorle, non pelate né salate, oppure un dolcetto alla banana da 106 g (preparato con 2,7 g di burro). I due snack erano equivalenti per quanto riguarda sia la quota di calorie totali e sia la composizione in nutrienti (carboidrati, proteine e grassi, totali e saturi).
Mandorle o dolcetto sono stati assunti per sei settimane, dopo le quali, secondo un protocollo cross-over, al gruppo che aveva assunto mandorle è stato assegnato il dolcetto e viceversa. Al termine dello studio si è visto che, nel periodo di assunzione delle mandorle come spezzafame, la qualità delle HDL era migliorata rispetto a quanto era accaduto con il dolce alla banana. La migliore qualità delle HDL si traduceva in una più efficiente rimozione del colesterolo dai macrofagi (le cellule che tendono ad accumularlo, se in eccesso), misurato in un sistema sperimentale ex-vivo.
Questo confortante risultato, però, è stato rilevato soltanto nei soggetti (uomini e donne) normopeso (con Indice di Massa Corporea o IMC minore di 25) e non nei soggetti sovrappeso o obesi.
Secondo gli Autori, il mantenimento (o il miglioramento) della qualità delle HDL è un punto che può essere considerato importante nella valutazione del successo di una dieta ipolipidica mirata al controllo della colesterolemia. Infatti, in generale, le diete ipolipidiche tendono a ridurre non tanto la concentrazione totale di HDL, quanto la presenza delle sottoclassi (alfa-1 HDL nello specifico), considerate a maggiore efficienza antiaterosclerotica per la loro attività di trasporto del colesterolo dalla periferia al fegato, dove viene eliminato con la bile.

21-07-2017
Berryman CE, Fleming JA, Kris-Etherton PM.
J Nutr. 2017 Jun 14. pii: jn245126. doi: 10.3945/jn.116.245126. [Epub ahead of print]
fonte: Nutrition fondation

L'alimento che aiuta a diminuire la lotta ai tumori

Secondo i dati dello studio Moli-sani, il consumo regolare di caffè espresso contribuisce, negli ultra 50enni, a dimezzare il rischio di carcinoma prostatico

Il caffè all’italiana (espresso o moka), con caffeina, contribuisce a ridurre il rischio di carcinoma prostatico. La sola caffeina, in studi in vitro, ha inoltre dimostrato di ridurre in modo significativo non solo la proliferazione delle cellule tumorali, ma anche la loro capacità di sviluppare metastasi. Sono questi i risultati più recenti della ricerca di popolazione Moli-sani che ha coinvolto in questa indagine 6.989 maschi ultra 50enni (nel 90,5% dei casi consumatori di caffè) e li ha seguiti per una media di 4,24 ± 1,35 anni. Al termine dello studio, il confronto tra i soggetti senza e con diagnosi di carcinoma prostatico (100 casi, 14 dei quali con metastasi già in atto), ha permesso di rilevare livelli di assunzione, sia di caffè totale, sia di espresso, inferiori negli uomini con diagnosi positiva, rispetto a chi era negativo. In particolare, il 28% degli uomini senza carcinoma prostatico era regolare consumatore di oltre tre tazzine di caffè, espresso o moka, per un totale di 90 g/die, contro il 14% degli uomini con diagnosi positiva. Anche la quantità di caffeina assunta era superiore nei maschi senza carcinoma, rispetto a quelli con tumore prostatico: 163 ±110 mg/die nei primi, 133 ± 95 mg/die nei secondi. L’analisi statistica ha dimostrato che la riduzione del rischio di carcinoma prostatico raggiungeva il 53% tra i soggetti che assumevano più di tre tazzine al giorno di caffè con caffeina, rispetto a chi non ne consumava affatto o ne assumeva 1-2 tazzine.
La ricerca ha approfondito anche il possibile ruolo della caffeina nel determinare questi risultati. Le indagini, condotte in laboratorio, hanno valutato l’effetto su due linee di cellule tumorali prostatiche di un estratto decaffeinato e di tre estratti con concentrazioni crescenti di caffeina, dimostrando con la caffeina un’inibizione fino al 40% della moltiplicazione delle due linee cellulari e una diminuzione della capacità delle cellule tumorali di migrare e di aderire ad altri tessuti, di fatto interferendo con le fasi iniziali della metastasi.
In conclusione, gli Autori ricordano che il consumo regolare di caffè ha già dimostrato di ridurre il rischio di leucemie e di tumori solidi, a carico di orofaringe, esofago, colon e retto, fegato, pancreas, vescica, mammella, endometrio. Nel caso specifico del caffè italiano, consumato a dosi >90 g/die, gli Autori aggiungono che le preparazioni espresso e moka, ad alta temperatura e senza filtro, preservano meglio i composti bioattivi ben noti del caffè: caffeina, diterpeni, acido clorogenico. Per questo, la dimostrazione di un’azione sul rischio prostatico, corroborata da ulteriori dimostrazioni in vitro, aggiunge un tassello non secondario alla strategia preventiva antitumorale.

05-05-2017
Pounis G, Tabolacci C, Costanzo S, Cordella M, Bonaccio M, Rago L, D'Arcangelo D, Filippo Di Castelnuovo A, de Gaetano G, Donati MB, Iacoviello L, Facchiano F; Moli-sani study investigators.
Int J Cancer. 2017 Apr 24. doi: 10.1002/ijc.30720. [Epub ahead of print]