Cardo mariano: l'epatoprotettore per eccellenza

Il nome suo nome mariano deriva dal racconto cristiano secondo cui le foglie della menzionata pianta furono macchiate di bianco dal latte della Madonna mentre nascondeva il figlio Gesù dai soldati di Erode.
Il Cardo Mariano contiene sostanze naturali della famiglia dei Polifenoli, dotate di poteri astringenti, ottime nella cura delle ferite, delle emorroidi, nella riparazione dei tessuti lesionati. Il decotto di radici di questa pianta è un ottimo rimedio contro l’ipotensione (la bassa pressione sanguigna).


Si ritiene perfino che questa citata pianta possa apportare questi benefici quali: l’abbassamento dei livelli del colesterolo, la riduzione della resistenza all’insulina nelle persone affette da diabete di tipo II, nel trattamento dei calcoli biliari e della cirrosi il miglioramento della funzionalità epatica nei nostri animali domestici.
Il cardo mariano è noto per le sue proprietà curative del fegato: protegge quest'organo da sostanze tossiche (tra cui alcool, alcuni farmaci e anche alcuni funghi velenosi) e ne favorisce la rigenerazione cellulare. Inoltre ha notevoli proprietà antiossidanti e favorisce la salute dei capillari sanguigni.
È indicato per chi soffre di cirrosi, epatite e altri disturbi del fegato, a chi consuma molti alcolici, ai fumatori, e durante o dopo l'assunzione prolungata di farmaci di sintesi.


La Silimarina, appartenente alla famiglia chimica dei 2- fenilcromanoni e derivante dalla condensazione della taxifolina con l’alcol coniferilico, dopo l’assorbimento intestinale, viene eliminata in piccola parte dal rene, mentre per la maggior parte viene concentrata nelle cellule epatiche ed escreta attraverso la bile nell’intestino, da cui viene riassorbita. Ai semi vengono riconosciute un’attività epatoprotettrice nonché un’azione rigenerante a livello dell’epatocita. Sembra infatti che acceleri la rigenerazione del parenchima epatico incrementando la sintesi dell’RNA per stimolazione dell’attività dell’RNA polimerasi.
La silimarina agisce in sintesi come “protettore di membrana” in quanto oltre a stimolare la sintesi dell’RNA, impedisce l’ingresso di altre tossine inibendo l’aggancio dell’agente virale, determina una diminuzione del ricambio dei lipidi di membrana (effetto stabilizzante) e inibisce la formazione di perossidi (radicali altamente reattivi). Si ricorda che nel trattamento delle epatopatie, e in particolar modo in quello delle epatiti, è controindicato l’utilizzo delle formulazioni alcoliche preferendogli l’infuso tre quattro volte al giorno.

Attività principali:
  • Azione antiepatotossica
  • Azione epatoprotettrice
  • Azione antiossidante

Inoltre esercita un'azione antiossidante e depurativa. 

Effetti fisiologici
  • Funzioni depurative dell'organismo
  • Metabolismo dei carboidrati
  • Funzione digestiva
  • Funzione epatica
  • Antiossidante

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